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Risonanza magnetica: cosa succede durante l’esame e come i medici utilizzano i risultati

La risonanza magnetica (RM) è uno degli strumenti più preziosi della medicina moderna: permette ai medici di osservare l’interno del corpo senza dover ricorrere alla chirurgia o esporre il paziente a radiazioni. Se il tuo medico ti ha consigliato una RM, forse ti stai chiedendo cosa accadrà durante l’esame e come verranno utilizzati i risultati. In questo articolo troverai una guida dettagliata su come si svolge la risonanza magnetica, fase per fase, e su come le immagini ottenute vengono interpretate per orientare le decisioni riguardanti la salute.

Risonanza magnetica: cosa succede durante l’esame e come i medici utilizzano i risultati

Capire cosa aspettarsi può aiutare a ridurre l’ansia e a prepararsi serenamente all’appuntamento. Di seguito rispondiamo alle domande più frequenti sulla risonanza magnetica: perché viene prescritta, cosa accade prima e durante l’esame, e in che modo i risultati indirizzano le decisioni mediche più appropriate per te.

Perché i medici prescrivono una risonanza magnetica

La risonanza magnetica viene richiesta per diversi motivi. A differenza di radiografie o TAC, che utilizzano radiazioni ionizzanti, la RM sfrutta potenti campi magnetici e onde radio per produrre immagini estremamente dettagliate di organi, tessuti e ossa. Questo la rende particolarmente utile per analizzare i tessuti molli e le zone non facilmente osservabili con altre tecniche di imaging.

  • Diagnosticare sintomi inspiegabili: In presenza di sintomi come mal di testa persistente, dolori articolari o gonfiori senza causa apparente, una RM può aiutare a individuare la causa sottostante.
  • Valutare traumi e lesioni: È spesso utilizzata per studiare lesioni al cervello, alla colonna vertebrale, alle articolazioni o ai tessuti molli grazie a immagini precise che guidano la scelta della terapia.
  • Monitorare malattie croniche: In patologie come la sclerosi multipla, i tumori o le malattie infiammatorie, serve a seguire l’evoluzione della situazione nel tempo.
  • Pianificare interventi o trattamenti: Le immagini dettagliate supportano chirurghi e specialisti nella preparazione di procedure, riducendo rischi e migliorando i risultati.
  • Screening per alcune malattie: In determinate situazioni, permette di effettuare controlli preventivi su tumori o anomalie in pazienti ad alto rischio.

Sarà il medico a spiegarti la ragione specifica della prescrizione. Se hai dubbi o domande, non esitare a chiedere chiarimenti prima dell’appuntamento.

Cosa aspettarsi prima e durante l’esame

Il percorso di una risonanza magnetica si articola in varie fasi, dalla preparazione fino all’esecuzione delle immagini. Sapere come avviene può rendere l’esperienza più semplice e meno stressante.

Prima dell’esame

  • Verifiche di sicurezza: Ti verrà chiesto se hai impianti metallici, pacemaker o dispositivi medici che potrebbero entrare in conflitto con il campo magnetico della macchina.
  • Rimozione oggetti metallici: È necessario togliere gioielli, orologi, agganci per capelli o altri oggetti metallici prima di entrare nella sala esame.
  • Abbigliamento adeguato: Di solito ti verrà fornito un camice da indossare durante la procedura.
  • Anamnesi: Il personale radiologico potrebbe farti domande sulla tua storia clinica, eventuali allergie o interventi chirurgici pregressi, per garantire la massima sicurezza.
  • Mezzo di contrasto: In alcuni casi può essere richiesto un particolare mezzo di contrasto per migliorare la qualità delle immagini. Se necessario, verrai informato con anticipo.

Durante la scansione

  • Posizionamento: Dovrai sdraiarti su un lettino stretto che scorrerà all’interno dello scanner, simile a un grande tubo.
  • Immobiltà: È importante restare il più fermi possibile: anche piccoli movimenti possono interferire con la qualità delle immagini.
  • Sensazioni: L’esame è indolore, ma potresti avvertire disagio per la necessità di restare immobili o per i rumori forti prodotti dalla macchina.
  • Ambiente rumoroso: La macchina produce suoni intensi (colpi o battiti); spesso vengono forniti tappi per le orecchie o cuffie per ridurre il fastidio.
  • Comunicazione costante: Potrai comunicare in ogni momento con il tecnico di radiologia tramite un interfono. Se hai bisogno, basta segnalarlo.
  • Istruzioni sulla respirazione: In alcuni casi ti verrà richiesto di trattenere il respiro per qualche secondo mentre le immagini vengono registrate.

Il tecnico sarà sempre al tuo fianco, pronto ad assisterti e a garantirti comfort e sicurezza durante tutta la procedura.

Quanto dura una risonanza magnetica e da cosa dipende

La durata dell’esame varia in base a diversi fattori:

  • Area da esaminare: La scansione di cervello o ginocchio può durare tra i 20 e i 30 minuti, mentre zone più complesse come l’addome o più aree richiedono fino a un’ora o più.
  • Uso del mezzo di contrasto: Se necessario, l’esame si allunga per consentire l’iniezione e la registrazione di ulteriori immagini.
  • Eventuali movimenti: Se le immagini risultano sfocate, potrebbe essere necessario ripetere alcune fasi, estendendo la permanenza in sala.
  • Complessità del caso: Alcune patologie richiedono scansioni multiple o in posizioni diverse, prolungando i tempi.

In media, una risonanza magnetica richiede tra 30 e 60 minuti. Il medico saprà darti una stima precisa in base al tuo caso.

Cosa cercano i medici nelle immagini della risonanza magnetica

Il grande vantaggio della RM è la possibilità di visualizzare dettagli minimi di organi, tessuti molli e strutture interne. A seconda dell’indicazione, il medico può ricercare:

  • Presenza di masse anomale: Tumori, cisti o altre formazioni che possono richiedere approfondimenti.
  • Segni di infiammazione o infezione: Gonfiori, accumulo di liquidi o alterazioni nei tessuti che suggeriscono infiammazioni o infezioni.
  • Lesioni: Strappi, stiramenti e danni a muscoli, legamenti, tendini o cartilagini.
  • Problemi neurologici: Ernie del disco, compressioni nervose o patologie che coinvolgono il sistema nervoso.
  • Anomalie vascolari: Ostruzioni, aneurismi o malformazioni nei vasi sanguigni.
  • Monitoraggio di condizioni croniche: Valutazione degli effetti di terapie in atto e controllo dell’evoluzione di malattie.

Un radiologo — medico specializzato nell’interpretazione delle immagini — esaminerà attentamente la scansione e redigerà un referto dettagliato che verrà poi condiviso con il medico curante.

Come vengono utilizzati i risultati della risonanza magnetica

Le informazioni ottenute con la RM sono spesso determinanti per impostare il percorso terapeutico:

  • Confermare o escludere diagnosi: Le immagini possono rafforzare un sospetto clinico o fornire elementi per escludere alcune patologie.
  • Stabilire la necessità di ulteriori accertamenti: Se emergono dati poco chiari, potrebbero essere indicati nuovi esami (analisi, biopsie, ulteriori immagini).
  • Pianificare il trattamento o l’intervento chirurgico: Le informazioni dettagliate aiutano il medico a scegliere il trattamento più indicato e a pianificare eventuali chirurgie con maggiore precisione.
  • Monitorare i progressi: In caso di patologie croniche, si possono eseguire RM sequenziali per capire come evolve la situazione.
  • Condividere le informazioni con il paziente: Il medico ti mostrerà cosa risulta dalle immagini, risponderà a tutte le tue domande e definirà insieme a te i passi successivi.

Se hai appena effettuato una RM, tieni presente che possono essere necessari alcuni giorni prima che il radiologo completi il referto e che il tuo medico riceva i risultati. In ogni caso, non esitare a chiedere chiarimenti o aggiornamenti durante i colloqui successivi.

Quando è preferibile la risonanza magnetica rispetto a TAC o ecografia

Medici e specialisti possono disporre di diverse tecniche di imaging, ciascuna con vantaggi e limiti. In particolare, la risonanza magnetica è preferita nei seguenti casi:

  • Studio dei tessuti molli: Offre immagini più dettagliate di cervello, midollo spinale, muscoli, legamenti e tendini rispetto ad altre metodiche.
  • Assenza di radiazioni ionizzanti: A differenza della TAC, la RM non comporta esposizione a radiazioni, risultando più sicura per controlli ripetuti o per bambini e donne in gravidanza (se appropriato).
  • Richiesta di immagini ad alta risoluzione: Quando si richiedono dettagli estremi per diagnosi complesse, la RM è spesso la scelta ottimale.
  • Diagnosi di patologie specifiche: Sclerosi multipla, alcune neoplasie cerebrali e lesioni articolari che altre tecniche potrebbero non rilevare sono più evidenti in RM.
  • Limiti dell’ecografia: L’ecografia è ottima per alcuni organi (come il fegato o in gravidanza), ma meno efficace per tessuti profondi o zone “nascoste” da ossa o aria.

Naturalmente, la RM non è sempre indicata: in emergenza (ictus o emorragie interne), la TAC offre risposte più rapide ed è più facilmente accessibile. Alcuni impianti o dispositivi metallici possono rendere la RM controindicata. Sarà il medico a consigliare l’esame più adatto in base alle caratteristiche individuali.

Per approfondire le differenze tra TAC e risonanza magnetica, ti consigliamo di consultare questa risorsa sulle principali differenze tra queste due metodiche.

La risonanza magnetica è un esame potente, non invasivo e capace di offrire immagini dettagliate dell’interno del corpo. Comprendere il suo svolgimento e cosa aspettarsi aiuta ad affrontare l’appuntamento con maggiore tranquillità. In caso di domande o dubbi, il tuo medico è sempre il punto di riferimento: affidati a lui per ogni chiarimento e per ricevere un supporto personalizzato in tutte le fasi della cura.